venerdì 24 aprile 2020

Diamond Dogs di David Bowie



L'ottavo album in studio di David Bowie, vide la luce il 24 aprile 1974.
David aveva in programma di costruire un concept album, intorno al classico di George Orwell "1984", dieci anni prima della fatidica data.

Dopo che gli venne rifiutata la concessione, da chi deteneva i diritti d'autore, si vide costretto a ridimensionare e cambiare il suo lavoro eliminando tutti i riferimenti all'opera letteraria, e dando un senso nuovo a tutto quello che aveva elaborato.
Ne uscì un affare complesso, ispirato ad un mondo post apocalittico, una sorta di produzione teatrale glam, del libro, di cui poi fu anche l'ultimo del genere per Bowie.
La copertina, dell'artista olandese, Guy Peellaert, che stava lavorando anche a quella di "it's only rock'n'roll" degli Stones, venne contattato da David, che aveva gia concepito l'idea di essere ritratto, metà uomo, metà cane.
Peellaert, ne fece un collage, tra pittura e fotografie ( la posa era stata presa da Josephine Baker del 1926 )  al quale lavorò attivamente anche lo stesso David, il risultato fu  grottesco e cupo, ma si adattava perfettamente al sound del disco.
Nel suo concept originario i genitali della strana creatura, sdraiata come una sfinge, erano scoperte e la cosa creò controversie e censure, fino a far coprire con l'aerografo, l'oggetto dello scandalo.
Oggi una copia, tra le prime ad essere uscite sul mercato non censurata, è una vera rarità ed un tesoro per i collezionisti.  

Valutazione :
Oggi una prima copia in perfette condizioni e non censurata è molto rara, fino a pagarla oltre 5000 euro     


   

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